I suoi moli sono celebri per il transito dei più begli yacht del mondo. Ma vi si trovano anche degli autentici pescatori con le loro barche tradizionali.
Pescatore, appartenente a una famiglia di tal mestiere da sette generazioni, André Raggio è andato in pensione dieci anni fa. Ma frequenta ancora il porto e aiuta il figlio che ha preso il suo posto. Sono rimasti solo cinque capi pescatori a Saint-Tropez, mentre cinquant’anni fa erano circa sessanta. « All’epoca si pescavano molte aragoste, grandi quantità di sardine e delle orate. Ma con lo sviluppo della navigazione turistica, si sono dovute abbandonare le reti da pesca. Non si poteva prevedere, quando venivano lanciate le reti al mattino, in quale stato si sarebbero ritrovate la sera. Così ora si prende solo il pesce di scoglio, le triglie, gli scorfani, del pesce cappone, murene, gronghi e ciò che qui viene chiamata la zuppa di scoglio. Ci capita qualche volta di prendere del pesce sampietro o delle aragoste…».




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